{"id":5468,"date":"2022-10-08T14:20:00","date_gmt":"2022-10-08T14:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nathaliedodd.it\/home\/?p=5468"},"modified":"2022-11-08T10:20:57","modified_gmt":"2022-11-08T10:20:57","slug":"i-tesori-del-parco-nazionale-del-pollino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nathaliedodd.it\/home\/i-tesori-del-parco-nazionale-del-pollino\/","title":{"rendered":"I tesori del Parco Nazionale del Pollino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Con l\u2019arrivo dell\u2019estate si riscontra diffusamente un desiderio di scoprire quei luoghi della nostra Penisola dalla ricchezza naturalistica e culturale ancora non sufficientemente conosciuta e che aspetta solo di rivelarsi in tutta la sua unicit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un territorio sull\u2019Appennino meridionale Calabro-Lucano che racchiude in s\u00e9 un patrimonio preziosissimo per natura, geologia e cultura, che nella variet\u00e0 e valore intrinseco ha i suoi punti di forza. Si tratta del Parco Nazionale del Pollino, il pi\u00f9 grande dei parchi nazionali italiani, che estendendosi su oltre 196 mila ettari di area protetta accoglie boschi e pascoli verdissimi, antichi borghi e alte vette da cui ammirare all\u2019orizzonte le acque del Tirreno e dello Jonio, con scenari idilliaci scanditi da ritmi di vita ormai dimenticati. Quale sia l\u2019origine del nome \u201cPollino\u201d ancora non \u00e8 certo, anche se due sono le fonti pi\u00f9 accreditate. La prima fa risalire il nome al latino&nbsp;<em>\u201c<\/em>pullus\u201d (giovane animale), da cui&nbsp;<em>Mons Pullinus<\/em>, monte su cui venivano portati a pascolare giovani animali. L\u2019altra origine deriverebbe da <em>Mons Apollineus<\/em>, monte di Apollo, dio del Sole e delle arti mediche, proprio per le grandi quantit\u00e0 e specie di erbe officinali che vi crescono rigogliose.<\/p>\n\n\n\n<p>I maestosi massicci del Pollino, dell\u2019Orsomarso e del Monte Alpi sono popolati da peculiari variet\u00e0 vegetali e faunistiche, e l\u2019area a valle \u00e8 abitata da comunit\u00e0 ricche di tradizioni e costumi popolari, con 56 centri storici in cui il tempo sembra essersi fermato. Nel cuore del Parco, dove la catena montuosa dei monti e dei piani del Pollino arrivano fino ai 2.000 metri (la vetta pi\u00f9 alta, la Serra del Dolcedorme, raggiunge i 2.267 metri), si apre la Grande Porta del Pollino su un paesaggio naturale incantevole e di grande interesse scientifico, che testimonia l\u2019evoluzione geologica e botanica del territorio nel corso di milioni di anni.<\/p>\n\n\n\n<p>La vegetazione del Parco del Pollino \u00e8 classificata in base a quattro fasce altitudinali a cui si associano diversi microclimi. La fascia mediterranea \u00e8 dominata dalla macchia, dove crescono sclerofille sempreverdi tipiche, lambendo i margini dei terreni coltivati e ricoprendo spesso i costoni impervi delle montagne e le scarpate stradali. La fascia sopramediterranea \u00e8 dominata da diversi tipi di quercia le cui variet\u00e0 pi\u00f9 diffuse sono la roverella, il cerro e il farnetto, spesso associate ad altre latifoglie decidue come l\u2019acero, il frassino e il carpino. Nell\u2019area pi\u00f9 occidentale del Parco, grazie alla maggiore umidit\u00e0 e alle favorevoli condizioni del suolo, la quercia \u00e8 stata sostituita dal castagno, mentre la fascia montana \u00e8 caratterizzata dalla presenza del faggio, sia da solo che in popolamenti misti. I Piani del Pollino, ai margini dei 2000 metri, sono praterie di alta quota selezionate dall\u2019uomo e ricche di grande diversit\u00e0 biologica, mentre la fascia altomontana, sopra i 2000 metri, \u00e8 limitata all\u2019acrocoro del Pollino e si caratterizza per la presenza del Pino loricato, diffuso in modo sparso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Pino loricato <\/strong><strong>e la faggeta vetusta di Cozzo Ferriero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Parco del Pollino viene spesso associato al Pino loricato (<em>Pinus heldreichii <\/em>Subsp. <em>leucodermis<\/em>), un albero longevo ed estremamente affascinante dall\u2019aspetto tormentato e scultoreo, che deriva il suo nome dalla somiglianza con la \u201clorica\u201d dei legionari romani. Infatti, la corteccia che negli esemplari adulti appare ricoperta da grandi placche grigio cenere con piccole squame argentate ricorda l\u2019aspetto metallico di una corazza. Questa \u201ccorazza\u201d protegge l\u2019albero dal vento e i suoi rami dal portamento a \u201cbandiera\u201d gli hanno permesso di adattarsi al clima secco e freddo tipico delle alte quote. Possiamo ammirarlo abbarbicato sulle vette delle montagne nelle bellissime pietraie calcaree, dove si \u00e8 insediato per non soccombere alle distese di faggio (<em>Fagus sylvatica<\/em>) che dominano le zone sottostanti, mentre nelle zone dal clima meno estremo si \u00e8 sviluppato in foreste. Per questa sua peculiarit\u00e0 e per la sua bellezza, il Pino loricato \u00e8 stato scelto quale emblema del Parco Nazionale del Pollino.<\/p>\n\n\n\n<p>La faggeta vetusta di Cozzo Ferriero, a Rotonda (PZ), \u00e8 un\u2019area in cui faggi centenari sono riusciti ad adattarsi ai cambiamenti climatici dando vita a uno dei pi\u00f9 importanti rifugi glaciali per la specie, ospitando genotipi unici la cui conservazione \u00e8 cruciale. La faggeta \u00e8 stata riconosciuta Patrimonio Mondiale dell\u2019Umanit\u00e0dall\u2019UNESCO, e dopo la Romania presenta il maggior numero di alberi di questa specie al mondo. Inoltre, il Pollino \u00e8 stato nominato Geoparco Globale UNESCO per i suoi 69 Geositi, entrando a far parte della rete Europea e Globale dei Geoparchi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La fauna del Parco Nazionale del Pollino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019area del Pollino accoglie anche una ricchissima fauna, con esemplari di lupi, caprioli italici, lontre, cervi, gatti selvatici, martore, donnole, tassi e istrici, fra gli altri. Anche gli uccelli hanno una grande diffusione e variet\u00e0, tra questi l\u2019allodola, la calandra, l\u2019averla capirossa, la monachella e il gracchio corallino. L\u2019habitat del Parco riveste un ruolo molto importante per la tutela di specie rare e in via d\u2019estinzione, e la presenza di lunghe catene montuose con estesi prati, pascoli di quota degradanti, declivi rocciosi e fiumi offre un ambiente adatto alla vita di molte specie di rapaci, tra i quali l\u2019aquila reale, &nbsp;mentre nelle cavit\u00e0 delle pareti rocciose nidifica il falco pellegrino. Sul Pollino brulica anche un mondo di laboriosi insetti, fra i quali rari coleotteri, come il <em>Buprestis splendens<\/em>, detto \u201cscarabeo gioiello\u201d, e la <em>Rosalia alpina<\/em>, con la sua elegante colorazione azzurra, le vellutate macchie nere e le lunghe antenne. La presenza di queste specie animali protette sono fondamentali per preservare l\u2019integrit\u00e0 del territorio, ma ricorda quanto sia necessario difenderle sia dall\u2019antropizzazione che dai cambiamenti climatici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La presenza dell\u2019uomo dalla preistoria ai nostri giorni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di grande rilievo \u00e8 la presenza di siti archeologici, grazie ai tanti ritrovamenti dall\u2019era preistorica in poi. Fra questi, va ricordato il sito della Grotta del Romito,<strong> <\/strong>presso Papasidero, una piccola spelonca situata all\u2019interno di una rupe calcarea vicino al fiume Lao, che ha ospitato per secoli una comunit\u00e0 preistorica. Inciso su un masso al suo interno si trova il famoso graffito di un<strong>&nbsp;<\/strong><em>Bos Primigenius (<\/em>una preda molto ambita dai cacciatori del Paleolitico Superiore, circa 12.000 anni fa) un capolavoro artistico dalle proporzioni perfette che riproduce nel dettaglio corna, narici, bocca, occhio e collo dell\u2019antenato dell\u2019Uro e degli attuali buoi domestici, probabilmente opera di un uomo di Cro-Magnon. Nella Grotta del Romito sono stati ritrovati strumenti litici, cocci di ceramica, alcuni scheletri e ossa databili intorno al 4.500 a.C., mentre gli strati pi\u00f9 antichi risalgono al 16.800 a.C. La grande abbondanza di reperti rinvenuti ha permesso di ricostruire l\u2019ambiente, le abitudini alimentari e anche la vita sociale dell\u2019<em>Homo Sapiens<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alle testimonianze preistoriche, sono state trovate corpose tracce di altre civilt\u00e0 che hanno determinato una vasta stratificazione storica e culturale. Greci, Romani, Longobardi, Saraceni, Bizantini, Normanni e Spagnoli si sono avvicendati, e tra il 1470 e il 1540 gli Arb\u00ebresh\u00eb, una minoranza etno-linguistica albanese si \u00e8 radicata nell\u2019area e tuttora vive in centri rurali come Acquaformosa, San Basile, Lungro, Plataci, Frascineto, San Costantino Albanese, perpetuando antichissime tradizioni e conservandone lingua, canti, riti, usi e danze. A Civita e a San Paolo Albanese si trovano i musei della Civilt\u00e0 Arbe\u0308reshe\u0308, dove sono conservati numerosi oggetti, attrezzi e costumi tipici. Di grande interesse religioso sono le funzioni di rito greco-bizantino, e presso alcuni centri \u00e8 ancora praticata la manifattura di tessuti creati con la lavorazione delle fibre di ginestra.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019itinerario degli edifici sacri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La presenza di numerosi architetture sacre su tutto il territorio del Parco del Pollino \u00e8 testimone dell\u2019importanza degli ordini religiosi nei processi di insediamento urbano e di sviluppo economico. Il Monastero dei Santi Elia e Anastasio a Carbone \u00e8 un luogo emblematico per la ricerca scientifica sulla storia medioevale. Da approfonditi studi si evince che i monaci basiliani provenienti dal Mercurion (sui pendii occidentali del Pollino) nel X secolo dissodarono i terreni e trasformarono la foresta in terra coltivata, raccogliendo le comunit\u00e0 rurali e creando i presupposti per la nascita di una vita economica all\u2019insegna dell\u2019unit\u00e0 spirituale e religiosa. Grazie alle donazioni dei signori feudali il monastero divenne uno dei pi\u00f9 grandi dell\u2019Italia meridionale, giungendo a possedere numerose terre e chiese. La lunga storia successiva, costellata di incendi, distruzioni e ricostruzioni oggi ci consegnano dell\u2019antico monastero soltanto poche tracce che purtroppo testimoniano l\u2019incuria a cui la memoria storica di questo territorio \u00e8 stata soggetta per lungo tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unica grande Abbazia Cistercense di tutta la Basilicata, S. Maria del Sagittario, in territorio di Chiaromonte, svolse un ruolo autonomo e fondamentale all\u2019interno dell\u2019organizzazione socio-economica territoriale dell\u2019area in virt\u00f9 dei poteri feudali e dei vasti domini di cui venne a disporre nel tempo. Edificato probabilmente nel 1152, questo monastero circondato dai monti e immerso nei boschi di cerri e abeti esercit\u00f2 un\u2019importante funzione economica incrementando le attivit\u00e0 produttive con le sue numerose Grancie, fra cui quella del Ventrile, posta alla confluenza del torrente Frida con il fiume Sinni. Non molto distante dalla Grancia del Ventrile, nel territorio di Francavilla in Sinni, si trova la Certosa di San Nicola, fondata nel 1394 da Venceslao Sanseverino, che doveva essere grande e magnifica, come appare dall\u2019austerit\u00e0 delle sue mura ora diroccate, ed era la terza dopo quella di Padula nel salernitano e di Serra San Bruno in Calabria. A pochi chilometri dal centro abitato di Rotonda si erge il Seminario di Santa Maria della Consolazione, oggi sede dell\u2019Ente Parco Nazionale del Pollino.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti altri monumenti religiosi sono situati in contesti paesaggisticamente spettacolari, come la Chiesa medioevale di Maria S.S. di Costantinopoli a Papasidero, incastonata nelle gole del Lao e contenente un importante affresco della Madonna Odigitria con Bambino. Sempre a Papasidero ricordiamo la Cappella di S. Sofia, edificata tra le antiche case dell\u2019abitato dai monaci Basiliani, che custodisce un ciclo di affreschi eseguiti a partire dal XVI sec. Altri luoghi di culto estremamente interessanti sono il Santuario di S. Maria dello Spasimoa Laino Borgo, un complesso di 15 cappelline, alcune delle quali cos\u00ec piccole da accogliere un visitatore per volta, costruite intorno al Santuario vero e proprio. A Morano Calabro, poco fuori del centro abitato, \u00e8 da segnalare il complesso Monastico di San Bernardino da Siena, in stile tardo gotico: uno dei migliori esempi di architettura francescana del \u2018400 in Calabria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Castelli, palazzi nobiliari e&nbsp; strutture fortificate<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Accanto agli edifici sacri, nell\u2019area del Parco si trovano anche numerosi palazzi nobiliari e strutture fortificate. Chiaromonte ne \u00e8 uno splendido esempio. La cittadina nel corso del Medioevo fu trasformata da antica roccaforte in vero e proprio castello e all\u2019interno della imponente cinta muraria accoglieva un alto numero di abitanti. Uno straordinario esempio di architettura militare, attribuito a Francesco Giorgio Martini e giunto a noi pressoch\u00e9 intatto, \u00e8 il Castello Aragonese di Castrovillari, risalente al 1478; assai interessanti da un punto di vista storico sono il Castello feudale di Episcopia del XIV sec., con torre duecentesca, e il Castello di Belvedere Marittimo, costruito dai Normanni probabilmente sulle rovine di un precedente fortilizio. Nell\u2019alto Medioevo divenne una fortezza a cinte multiple, la pi\u00f9 esterna delle quali abbracciava l\u2019intero abitato. Va inoltre menzionato il Castellodi Valsinni dove, nel XVI secolo, si consum\u00f2 la struggente storia d\u2019amore tra la poetessa Isabella Morra e Diego Sandoval de Castro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Attivit\u00e0 sportive ed enogastronomia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Parco del Pollino \u00e8 un paradiso per gli amanti del turismo enogastronomico e sportivo. Trekking di varia difficolt\u00e0, passeggiate nella natura, escursioni sulle vette pi\u00f9 alte sono solo alcune delle attivit\u00e0 cui ci si pu\u00f2 dedicare. Grazie alla ricchezza di corsi d\u2019acqua e sorgenti, alcune delle quali dalle propriet\u00e0 oligominerali e termali, si pu\u00f2 praticare il rafting e il river tubing. Imperdibile \u00e8 la Gola della Garavina, un profondo canyon di spettacolare bellezza. Poich\u00e9 buona parte del territorio \u00e8 riservata alle attivit\u00e0 di coltivazione, pascolo e allevamento, con lo scopo di garantire la conservazione e la valorizzazione della biodiversit\u00e0 agraria nel 2016 \u00e8 stata costituita la prima \u201cComunit\u00e0 del Cibo e della Biodiversit\u00e0 di interesse agricolo e alimentare\u201d d\u2019Italia. Con gli \u201cItinerari della Biodiversit\u00e0 del Pollino\u201d, i turisti hanno la possibilit\u00e0 di assaggiare prodotti d\u2019eccellenza che hanno resistito al mercato globale. La valorizzazione di questo patrimonio passa attraverso le principali certificazioni di qualit\u00e0, come quelle Dop (Fagiolo Bianco, Melanzana Rossa di Rotonda, Caciocavallo Silano, Salumi di Calabria, Olio Bruzio), Igp (Peperone di Senise, Canestrato di Moliterno, Pane di Matera), i vini Doc Pollino, Verbicaro, Grottino di Roccanova e l\u2019Igt Guarnaccino.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Ente Parco Nazionale del Pollino attua da tempo progetti finalizzati al miglioramento della qualit\u00e0, all\u2019applicazione di buone pratiche agricole e all\u2019organizzazione dei produttori attraverso la costituzione di filiere, che si collegano con gli operatori del settore turistico e ricettivo, ponendo l\u2019attenzione sui prodotti tradizionali e il recupero di antichi metodi di coltivazione. L\u2019Ecomuseo del Pollino promuove il paesaggio naturale e culturale, raccontando ogni aspetto del territorio e configurandosi come un polo attrattivo per i visitatori di tutte le et\u00e0. Dalla storia del Parco, alla flora e alla fauna, fino alla cultura e alle tradizioni, il percorso espositivo coinvolge i visitatori in un affascinante viaggio alla scoperta dell\u2019area protetta grazie a tecnologie innovative e supporti espositivi basati sui nuovi linguaggi della comunicazione museale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le numerose iniziative messe in atto stimolano un turismo intelligente attento alle tematiche ambientali, con tour costruiti su misura o pacchetti tematici. Vacanze relax, campi scuola, visite guidate ai borghi premiati come pi\u00f9 belli d\u2019Italia, itinerari dei santuari e dei castelli sono proposte che vale la pena di vagliare con attenzione, per non perdersi neanche uno dei tesori di questo meraviglioso territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato sul numero di maggio\/giugno di <strong><em>Italia Informa<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"733\" data-id=\"5476\" src=\"https:\/\/www.nathaliedodd.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Civita-CS.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5476\" srcset=\"https:\/\/www.nathaliedodd.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Civita-CS.jpg 1000w, https:\/\/www.nathaliedodd.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Civita-CS-300x220.jpg 300w, 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